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CAVA DI BAUXITE &<br>OTRANTO

CAVA DI BAUXITE &
OTRANTO

20,00

CAVA DI BAUXITE & OTRANTO: 23 GIUGNO

– Partenze:
*San Michele Salentino 07.00
*San Giorgio 07.45
*Taranto 08.00
*Grottaglie 08.30
*Francavilla Fontana 08.45

– Arrivo in mattinata nella meravigliosa cornice della famosa Cava di Bauxite con piccola passeggiata
– Spostamento in bus verso la piccola cittadina di Otranto per trascorrere una giornata libera tra i vicoli e le bellissime acque
– Pranzo libero o a sacco
– In serata, attorno alle ore 18.00 partenza per il rientro che avverrà in serata.

 

 

 

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La cava di Bauxite di Otranto è uno dei luoghi da non perdere durante le vacanze in Salento. Si trova nelle vicinanze del faro di Punta Palascia e del Monte Sant’Angelo. In questo giacimento di estrazione mineraria ormai dismesso si è formato un laghetto verde smeraldo che rende il panorama a dir poco straordinario.

La cava di bauxite rappresenta una meta molto attraente per i turisti e per i visitatori. Si tratterebbe di uno dei luoghi più fotografati del Salento. Poiché si tratta di un’area dismessa, è bene avvicinarsi con la massima attenzione. Alla cava si può accedere comunque facilmente, senza alcuna restrizione, magari in attesa che le autorità locali intervengano per metterla in sicurezza e per valorizzarla come sito di importanza turistica regionale.

L’estrazione di bauxite nella cava di Otranto ha avuto inizio nel 1940 ed è terminata nel 1976. La bauxite è un minerale impiegato per la produzione di alluminio. La formazione del laghetto verde smeraldo è avvenuta molto probabilmente per via delle infiltrazioni d’acqua provenienti dalle falde presenti nella zona.

Il colore dell’acqua crea un contrasto molto affascinante con le pareti rocciosecircostanti, che brillano di un bel rosso intenso. Il paesaggio è circondato da una vegetazione che con il proprio verdebrillante dà vita ad un luogo meraviglioso, da visitare almeno una volta nella vita.

Si tratta di un’area di grande interesse paesaggistico ed ambientale, una vera e propria perla della Puglia, che merita di essere scoperta ed ammirata, accanto alle famose spiagge del salento, che rappresentano una delle mete turistiche più ambite della zona.
La miniera è a cielo aperto e non è stata sottoposta ad alcun intervento di recupero ambientale. Le acque che hanno riempito lo scavo hanno dato vita ad un vero e proprio nuovo ecosistema lacustre. La natura si è dunque impadronita di nuovo, in modo del tutto spontaneo, di un luogo che aveva subito il forte impatto dell’intervento dell’uomo.

Otranto è tutto questo e anche di più. Un comune di 5.600 abitanti che di estate vede moltiplicata la sua popolazione per la bellezza dei posti, per l’unicità del mare e per l’importanza che ricopre all’interno dell’economia e del turismo salentino. Il nome deriva dalla parola Hydruntum, che indica un piccolo fiume che attraversa la valle d’Idro, anche se alcune scuole di pensiero ritengono che invece possa derivare dal nome con cui si indicava un’altura che sorgeva vicino alla zona del porto, chiamata Odronto. Del territorio comunale fanno parte anche numerose frazioni, alcune delle quali sono anch’esse delle richieste mete turistiche, come Porto BadiscoFontanelleSerra AliminiFrassanitoConca Specchiulla.

Salta subito all’occhio come Otranto sia una città fortificata, il cui borgo antico sia racchiuso dalle mura difensive che consentono tramite la Porta Alfonsina l’accesso al proprio interno. La posizione geografica ha infatti da sempre rappresentato un’arma a doppio taglio, un’opportunità ma anche una minaccia per la città: spesso è stata teatro di invasioni e conflitti mirati all’occupazione della zona, che per molto tempo ha rappresentato il centro commerciale del Salento.

Tutto inizia quando i coloni greci fondano il villaggio, in piena espansione di quella che sarebbe stata poi conosciuta come Magna Grecia. Nel corso dei secoli Otranto fu conquistata dai Longobardi, dai Bizantini, dagli Angioini, dagli Aragonesi e dai Turchi, per poi finire sotto il regno di Venezia ed anche nelle mani francesi. Una lunga serie di popoli e predomini  si alternarono nel controllo della città, che inevitabilmente conserva ancora oggi i segni di questi passaggi; lo si evince nei tesori artistici, nella cultura, nelle opere architettoniche che sono giunte ai giorni nostri.

Una di queste testimonianze è senza dubbio l’imponente Castello Aragonese, antica fortezza militare progettato da Ciro Ciri e fatto costruire tra il 1485 e il 1498 da Fernando I D’Aragona, sulla base di costruzioni militari già presenti ed opera di svevi prima e turchi poi. Il castello presenta una pianta pentagonale, cinta da un fossato di protezione, ha tre torri cilindriche angolari e un grande stemma appartenente a Carlo V sopra l’ingresso principale. Attualmente è utilizzato come splendido teatro per mostre e ed avvenimenti culturali.

Dalla piazza dove sorge il castello, situato nella zona est della città, inizia a diramarsi il labirinto di viuzze e vicoli, che costituiscono il borgo antico, la parte antica e più caratteristica della città. Passeggiare lungo queste stradine dà l’impressione di essere riportati indietro nel tempo, con le casette, le scalinate, i cortili, le botteghe, le atmosfere di una volta. È un piacere districarsi fra le mille piccole vie, scoprire scenari nascosti e godere dell’ospitalità della gente otrantina. Ogni angolo poi presenta la sua meraviglia: una chiesa, una vista sul mare, un dettaglio da scovare.

Poco distante dal Castello troviamo la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, altra fantastica opera dall’immenso valore artistico e storico, risalente al XI secolo: la chiesa conserva infatti i resti del massacro degli 800 fedeli che durante l’invasione dei turchi nel 1480 tentarono la resistenza non volendo rinnegare la propria fede. Il massacro dei martiri d’Otranto è una delle pagini più dolorose e tristi della città e ammirare all’interno della Cattedrale la Cappella dei Martiri è un’esperienza assolutamente particolare. Altro tesoro  custodito nella chiesa è il mosaico pavimentale, vero e proprio capolavoro che raffigura l’Albero della Vita, e ritenuto da molti esperti un’enciclopedia del cristianesimo. Esso infatti raffigura molti episodi dell’Antico Testamento ed in generale il cammino che l’uomo deve svolgere per purificarsi dal peccato originale e raggiungere la salvezza eterna; contiene anche molti riferimenti pagani e numerose tracce del simbolico ruolo storico che Otranto ha svolto di ponte fra Occidente ed Oriente.

Altra struttura religiosa da visitare è la Chiesetta di San Pietro, caratterizzata da un’architettura bizantina a croce greca e famosa per la ricchezza degli affreschi in essa custoditi. Il nome è dovuto alla credenza che San Pietro passò proprio da qui durante il suo cammino dalla Palestina verso Roma. In ogni caso si tratta della chiesa più antica di Otranto, facendo risalire il suo nucleo centrale addirittura al V secolo.

L’influenza cristiana è naturalmente molto prevalente, e lo si evince dal numero di strutture religiose dedicate: oltre alle due più famose infatti, altre chiese minori ma ugualmente molto interessanti sono la Chiesa di Santa Maria dei Martiri, la chiesa di Santa Maria del Passo, e la chiesa della Madonna dell’Altomare.

Fra una viuzza e una stradina, si raggiunge la parte del porto. Storico teatro di sbarchi, di commerci, di traffici, ha rappresentato a lungo il luogo delle principali attività economiche di Otranto, basate prevalentemente sulla pesca e sugli scambi via mare, prima che il turismo occupasse una posizione primaria. Per lungo tempo il porto è stata la stazione di partenza e di arrivo per i traghetti diretti alla vicina Grecia o Albania, oggi offre numerosi servizi per l’attracco delle imbarcazioni e per le attività marittime.

Ma le bellezze di Otranto non sono limitate al borgo vecchio e all’importanza storica dei suoi tesori artistici. Una delle principali attrattive della città dei martiri è infatti l’impareggiabile mare e gli splendidi scenari naturali: muovendosi quindi lungo la litoranea verso nord, nel giro di pochissimi chilometri, troviamo siti balneari contraddistinti da una natura fantastica e da ambientazioni da favola: la Baia dei Turchi, storico luogo dell’approdo dei soldati turchi, con la sua spiaggia caraibica ed il mare limpido come pochi, sembrerà di essere veramente ai caraibi! I Laghi Alimini, due splendidi bacini di acqua dolce l’uno, e salato l’altro, alimentati da diverse sorgenti e circondati da una fantastica macchia mediterranea e introdotti da una bianchissima lingua di sabbia. O ancora la parte più alta e scogliosa di Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso, dove la costa assume la caratteristica forma di enormi insenature che, tramite l’azione incessabile del vento,si presentano come ampie baie di rocce levigate, addolcite, scolpite. Bellissimi poi i tipici faraglioni che si ergono dal mare creando giochi di forme e storie leggendarie, come il mitico scoglio delle ‘Due Sorelle’.

Ma la costa adriatica regala emozionanti scenari anche muovendosi a sud di Otranto: la Baia di Orte ad esempio, dove godere di una splendido mare lontano dal caos delle spiagge più frequentate, immersi in una natura selvaggia ed ancora incontaminata; stesso discorso per Porto Badisco, poco distante, dove si narra che avvenne l’epico sbarco di Enea in Salento, e dove è presente l’importantissima Grotta dei Cervi, straordinaria testimonianza della vita di antiche civiltà. O ancora, impossibile non visitare Santa Cesarea Terme, gioiello incastonato nella costa adriatica salentina e famosa per essere una delle stazioni idrotermali più importanti a livello nazionale.

Tutto questo rende Otranto un mix di storia, cultura, arte, natura, difficilmente paragonabile con altri luoghi. La bellezza del mare, delle spiagge, la ricchezza della sua arte ed i segreti che il suo passato nasconde, pone la Citta dei Martiri al centro del turismo salentino. Più che una vacanza, un viaggio che arricchisce il cuore, gli occhi e la mente.